Un warm up riuscito. Video e dichiarazioni dei protagonisti

by / Commenti disabilitati su Un warm up riuscito. Video e dichiarazioni dei protagonisti / 644 View / 24 marzo 2016

Ecco a voi la clip finale dell’edizione 2016 dell’Arcipelago 650. Riprese e montaggio del nostro Paolo Giacobbe, Minista anche lui (Naus Bacon & Eggs).

L’Arci come warm up di una stagione che promette altre belle e combattute regate come è stata la prima. Perché nonostante i pochi iscritti è stata una bella prova che si è risolta nelle ultime miglia.

Inserite nel video, le belle parole del presidente del Circolo Vela di Talamone, Sergio Biraghi: “Siete una nicchia molto interessante, difficile ma preziosa per i giovani e per farsi di aver più seguaci in futuro”.

Potevamo aggiungere anche le dichiarazioni di Alessandro Testa, direttore del comitato di regata. Ci accontentiamo di una parola sola: scuola. L’ha pronunciata due volte, durante il briefing pre-regata e durante la premiazione. Tutti i concorrenti sono stati penalizzati di un’ora per non aver consegnato in tempo la dichiarazione di osservanza (orari di passaggio nei vari punti del percorso). Semplice il messaggio: le istruzioni di regata vanno lette con attenzione.

Altra penalità, questa individuale, semplice fatto di regata. Ci era sfuggito la bandiera X in barca comitato (e che barca comitato, Mania, altro monumento storico di Talamone e della vela italiana).

Insomma 15 minuti per Lorenzi Hub che ha tagliato la linea di partenza in anticipo. Non cambia nulla nella classifica finale.

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Mania, barca comitato per l’Arci 650

E visto che parliamo di barche storiche, pubblichiamo anche una foto di Esca, l’E-Boat di Paolo Cardoni, progetto di Julian Everitt, protagonista insieme ai Muscadet disegnato da Harlé delle prime edizioni della Mini con partenza a Penzance.

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L’E Boat un VI Class IOR di 22 piedi protagonista delle prime edizioni della Mini Transat

,Scuola quindi, parola che viene dal greco scholè, tempo libero. Questo è il Mini 650: una barca scuola, per imparare nel tempo libero. Per alcuni è un punto di partenza verso classi maggiori, per altri un punto di arrivo, il sogno di una vita. Una scuola dove si impara divertendosi con barche non certo facili ma subito divertenti.

Le regate Mini? Un’attività sportiva da fare seriamente senza prendersi troppo sul serio. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere. Ed è per questo che abbiamo voluto raccogliere le impressioni di alcuni concorrenti alle prime armi in questa clip: quelle di De Gregorio neo armatore del Zero Baldriga e di Valentina Fissore imbarcata a bordo del Vi.Pe.R di Davide Lusso a chi abbiamo lasciato l’ultima parola.

Imparare divertendosi – torneremo sull’argomento – ma vi possiamo garantire che i concorrenti dell’Arci si sono divertiti tutti, grazie anche alle condizioni meteo ideali per questo warm up.

Hasta Siempre, DNF

Divertiti tutti tranne l’equipaggio di Hasta Siempre costretto al ritiro quando il boccaporto di poppa ha ceduto. Il Tè Salt si è riempito d’acqua in pochi minuti e hanno dovuto tornare indietro. Decisamente sfortunato Gian Piero Francese con l’Arci che ricorda bene l’edizione del 2013, la brutalità del passaggio del fronte con groppi fino a 40 nodi e temporali, l’aria letteralmente carica di elettricità. Loro costretti a bolinare per passare Capraia mentre gli altri, due miglia più avanti, partivano come razzi di poppa. Anche questa volta avevano fatto dietrofront…

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Paolo Fava a destra neo armatore del prototipo Silicium. Il Mini dopo i catamarani Formula 18

Baldriga e Silicium. Ultimi classificati ma felici

Le dichiarazioni di Di Gregorio (Baldriga) sono nella clip. Non abbiamo messo quelle di Paolo Fava, neo armatore del prototipo Silicium, ma è lo stesso suono di campana. Prima della premiazione rideva ancora a creppapela degli errori commessi, Paolo: ”Non abbiamo usato i ballast, dobbiamo capire come funziona il bompresso e riparare un pezzo che abbiamo rotto… Ma io non sono abituato a bolinare a 6 nodi!” La bolina per lui, di solito, sono 15-20 nodi su uno scafo solo: Paolo ha navigato per anni nella classe dei catamarani Formula 18 (l’ha anche gestita).

10463012_1555972871398257_1148101103697002156_nKalaona (10 overall e 8 Serie)

I fratelli svizzeri Burkhalter sono sempre rimasti nel gruppo di testa fino al primo stop notturno al largo di Marciana Marina. Hanno pagato carissimo due o tre cose: il loro Nacira ha una carena extra piatta difficile da fare camminare con le ariette, poi sono cadute nelle trappole dell’Elba. Hanno mancato del local knowledge come dicono i surfisti. “Siamo contenti della velocità della barca, speriamo vento per il GPI e studieremo meglio il percorso.”

10341939_1555969661398578_8165798006532847236_nBasecamp (9 overall e 7 Serie)

”Abbiamo imbarcato una vela sbagliata, il genoa, e navigato con un deficit di velocità incolmabile” Un po’ frustrato Federico Fornaro a bordo del Pogo 2 Basecamp che l’inglese James Shead ha noleggiato a Marco Nannini aspettando la sua consegna del suo Ofcet. Shead invece ha trovato quello che cercava: prendere confidenza con il Mini 650.

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Jolly Roger (8 overall e 6 Serie)

“Una regata complicata ma divertente”: Ciccarelli l’armatore di Jolly Roger ha fatto salire a bordo Luca Tosi (grande esperienza del Pogo 2 ha fatto la Mini Transat del 2009 a bordo della gemella Golden Apple). E’ tornato alla regata dopo aver vissute tante esperienze: un giro sul Maserati di Giovanni Soldini e un ruolo di attore al cinema, (cinema di mare, ovvio). Ha partecipato al film ”In the heart of the Sea”, super produzione holywoodiana che racconta la storia della baleniera Essex che ispirò a Melville il suo capolavoro ”Moby Dick”.

488_1555972681398276_2967890210663084208_nLorenzi Hub (7 overall e 5 Serie)

Per la prima regata con l’Argo (ex Sideral di Andrea Fornaro), Lorenzi e Rossi hanno occupato per un bel po’ i primi posti in classifica, sono caduti nella trappola di Fetovaia verso le 2 di mattina, proprio quando la fatica si è fatta sentire. Le prime impressioni con la nuova barca fanno eco a quello che ha detto Fornaro di ritorno della Guadalupa: “Ha buone performance all round ma veramente poca ergonomia, entrare in cabina è un’impresa.”

1913938_1555971028065108_2608227755918973186_nPenelope (6 overall e 4 Serie)

Emanuele Grassi e Andrea Rossi hanno vissuto di nuovo l’incubo del GPI 2015 quando erano rimasti ore parcheggiati davanti a Punta Ala. In testa fino a Marciana Marina a Nord dell’Elba, la loro regata si è complicata quando la traccia AIS e le luci di via di Penelope hanno indicato agli inseguitori il buco di vento dove erano caduti. “Però questa volta abbiamo saputo limitare i danni.”

IMG_6761_2Elima (5 overall e 2 Prototipo)

Bella regata da parte di Marco Nannini e Elena Manni a bordo di un prototipo vintage e con vele d’epoca. Era da un bel po’ che non si vedeva una vera randa allunata e non una square top sui campi di regata, randa che ha più di dieci anni e almeno una Mini Transat all’attivo. Hanno tracciato una rotta diversa, forse un po’ troppo risalendo tanto a Nord dell’Elba. ”L’idea era di sfruttare i punti meno deboli della barca”, ci ha spiegato Marco, ”con la sua poca superficie bagnata ha sicuramente le carte in regola per dare filo da torcere con vento leggero. Meriterebbe un refit completo con l’aggiunta di foil.”

10431478_1555969431398601_3994396419908616305_nVi.Pe.R (4 overall e 3 Serie)

Un terzo posto strappato con le unghie quello di Davide Lusso accompagnato dalla neofita Valentina Fissore a bordo dell’Argo che inizia la seconda stagione. La loro regata non era iniziata nel miglior dei modi, hanno giocato bene nel raggruppamento sopra l’Elba e continuato a navigare con costanza fino al traguardo. Valentina secondo Davide: “E’ stata bravissima.”

1918243_1555970461398498_6335512430451922355_nBlack Bull (3 overall e 2 Serie)

Andrea Frassinetti e Luca Riccobon, quando l’esperienza paga. Non è sicuro che il marcaggio stretto di Alla Grande sul lato Est del campo di regata all’inizio sia stato molto proficuo. Dopo aver rotto l’ingaggio, tornano dall’altra parte prima di Piombino. Dopodiché non mollano nulla e recuperano tanta acqua. Terzo nel 2015, secondo nel 2016, chissà se nel 2017 Black Bull tornerà alla vittoria come nel 2013 (a bordo Piero Platone e un certo Pietro D’Alì).

10436174_1555970548065156_7089307088207809055_nAlla Grande-Ambeco (2do overall e 1mo Serie)

Un equipaggio giovane e complementare: ”Io sono un po’ pigro, lui (il suo co-skipper Alberto Riva, Ndr) è hyper attivo”, ci ha detto Ambrogio Beccaria. Un momento chiave della regata: ”Per doppiare la punta Sud Ovest dell’Elba, abbiamo fatto una serie di strambate ravvicinatissime per rimanere in un corridoio di vento stretto. Appena il vento calava cambiavamo mura, anche se la rotta era sulla Corsica.” Ben fatto.

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Una regata sofferta per Alberto Bona, ancora di più per il suo co skipper Robert Walch, 72 anni, che non ha però rinunciato ai suoi progetti di correre su 6.50. Albi che ha scritto sul suo profilo Facebook: ”E’ stato un pò stressante tenere a bada una muta di serie scatenata nei cali di vento, dove uno scappa di là, l’altro di qua e per coprire tutti si diventa matti.” Un ottimo allenamento proseguito subito dopo la premiazione, quando Alberto è partito da solo per il trasferimento: una corsa selvaggia di 160 miglia fino a Genova. Punte di velocità a 16 nodi e una media oceanica (sopra gli 11 nodi); per riprendere in mano la barca e fare la pace dopo una stagione difficile non potevo chiedere di meglio.”

Ora tutti verso Genova. Prossimo appuntamento il GPI, partenza il 9 aprile.